Piante Medicinali

Biancospino: Gli effetti benefici della pianta del cuore

Biancospino: Gli effetti benefici della pianta del cuore

Sin dal I secolo DC Dioscoride ne aveva descritto gli effetti benefici sul cuore. Il Biancospino è la pianta di cui si conosce il più antico utilizzo in fitoterapia. 

Che il Biancospino sia una pianta ad azione cardiovascolare è noto da moltissimo tempo. Fa parte della Medicina Tradizionale Cinese,  soprattutto le bacche, vengono usate per migliorare la circolazione, rimuovere la stasi sanguigna, e trattare indigestione, diarrea, dolori addominali, dislipidemia, ipertensione; utilizzato anche dai nativi americani per problemi cardiaci e gastrointestinali; in Europa conosciuto per le proprietà cardiotoniche, antispasmodiche, ipotensivanti, antiateroscelrotiche. 

Descrizione della pianta. 

Il nome trae origine  Kràtos”, che in greco significa forza e allude alla robustezza della corteccia, ed “Oxyacantha” che deriva da “Oxùs”: aguzzo e “Anthos”: fiore. Il suo nome scentifico è Crataegus monogyna o oxiacanta,  appartenente alla famiglia delle Rosacee. E’ originario dell’Europa, del Nord Africa, dell’Asia occidentale e del Nord America, ed è diffuso nelle regioni Mediterranee. In Italia si rinviene nei boschi e nelle siepi, dalla pianura alla montagna. Si presenta come un piccolo albero, ma più spesso arbusto, molto ramificato e spinoso, con foglie pentalobate a margine intero e fiori bianchi o rosati raggruppati in corimbi. I frutti, in realtà falsi frutti perché derivano dall’accrescimento del ricettacolo fiorale e non da quello dell’ovario, sono riuniti in densi grappoli dalla forma ovale (rossi a maturità) e contengono un nocciolo di colore giallo-bruno. 

Brevi cenni storici della pianta. 

Nelle tradizioni più antiche il Biancospino veniva considerato una manifestazione delle forze di Venere e Marte riunite insieme in un unico elemento.

In siti risalenti al Neolitico sono stati rinvenuti dei semi di Biancospino, il che fa presumere che fossero usati come alimento. 

Nell’antica Grecia e a Roma, il Biancospino era considerato una pianta simbolica, legata alle idee di Speranza, Matrimonio e Fertilità; infatti, le damigelle delle spose greche si ornavano di boccioli di Biancospino e le spose ne tenevano in mano un ramoscello, mentre i Romani ne deponevano le foglie nelle culle dei bambini per allontanare gli spiriti maligni. 

In epoca medioevale, durante il mese di maggio, era usanza popolare mettere un albero di biancospino nella piazza del paese che veniva poi riccamente decorato e qualche giorno dopo si celebrava una festa nel corso della quale si eseguivano danze propiziatore, proprio intorno all’albero. Il rito aveva lo scopo di dare prosperità al paese in cui veniva eseguito e preparare la popolazione al solstizio d’estate, momento di purificazione in attesa della nuova stagione.

Ad alimentare nei secoli il suo forte simbolismo è stato soprattutto il caratteristico odore amaro dei fiori, che i chimici confermano derivare dalla trimetilamina: la stessa componente prodotta dalla decomposizione di piante e animali. Gli insetti che se ne cibano sono gli stessi che visitano i bellissimi fiori del biancospino per impollinarli.

I Latini la chiamavano con lo stesso nome con cui indicavano il cuore: Crategone cioè cratere del corpo umano dal quale fuoriesce il sangue che circola e dà vita e energia all’intero organismo.

Al giorno d’oggi il Biancospino di qualità crataegus monogyna viene utilizzato da alcuni artigiani poiché produce un legno di altissima qualità che dopo la lavorazione rimane lucente.

Gli effetti benefici del Biancospino, la pianta del cuore.

Fin dalla metà del secolo scorso era riconosciuta a questa pianta la proprietà di moderare l’attività cardiaca e di regolare la pressione sanguigna. Per l’appunto, il testo di Benigni, Capra e Cattorini riporta numerosi allestimenti sperimentali del secolo XIX e della prima metà del XX che documentavano, in parte in modo contraddittorio, su animali e sull’uomo azione cardioprotettiva e coronaroattiva. 

L’attività farmacologica e le azioni terapeutiche vengono attribuite principalmente per la presenza di due sostanze: Flavinoidi e Oligomeri procianidici. I Flavonoidi e le Procianidine svolgono un ruolo protettivo delle coronarie favorendone la dilatazione, abbassando quindi la pressione nei punti più vulnerabili, e stimolando la vascolarizzazione del miocardio. 

L’interesse per questa pianta ha poi condotto a vari studi agli inizi degli anni ’70 e ad una ripresa di interesse per il Crataegus negli ultimissimi anni. 

Nel 1984 e 1994 la Commissione Europea Tedesca pubblica due monografie positive sul Biancospino, foglie con fiori, per il trattamento della insufficienza cardiaca corrispondente alla classe II secondo la classificazione NYHA. 

Nel 2008, allo scopo di valutare rischi e benefici degli estratti di Biancospino nel trattamento della insufficienza cardiaca cronica, i risultati ottenuti indicano una efficacia del trattamento con estratti di biancospino sulla tolleranza allo sforzo, che aumenta, sul prodotto fra pressione e frequenza cardiaca (un indice del consumo di ossigeno da parte del cuore), che si riduce, e sul massimo carico di lavoro. Anche alcuni sintomi legati alla insufficienza cardiaca quali la dispnea e il senso di fatica migliorano significativamente con il trattamento con biancospino rispetto a quello con placebo. 

Nel 2016, alla luce dell’utilizzo dimostrato da almeno 30 anni (15 nella EU) di foglie e fiori di biancospino, l’EMA (European Medical Association) ha riconosciuto l’utilizzo tradizionale di Crataegus per il trattamento di sintomi cardiaci di origine nervosa. 

Tollerabilità. Secondo i dati e le valutazioni di studi clinici, il Biancospino è ben tollerato, anche se sarebbero necessari altri studi per meglio valutarne la sicurezza se assunto in concomitanza con altri farmaci. Possibili interazioni farmacologiche possono in effetti manifestarsi associando il Biancospino a farmaci antipertensivi, antianginosi, inoltropi ed antiaritmici. 

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Bibliografia 

L’universo delle piante medicinali. Trattato storico, botanico e farmacologico di 400 piante di tutto il mondo. Ernesto Riva

Zick Suzanna M., Gillespie Brenda, Aaronson Keith D. The effect of Crataegus oxycantha special extract WS 1442 on clinical progression in patients with mild to moderate symptoms of heart failure. European Journal of Heart Failure 10 (2008)

 

 

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