Cardo Mariano: il più potente rigenerante del fegato
Rimedi naturali

Cardo Mariano: il più potente rigenerante del fegato

 

Conosciuto da secoli nella tradizione medica popolare, il Cardo Mariano è il più potente rigenerante del fegato e noto per le sue proprietà curative stupefacenti. Scopriamolo insieme…

Il Cardo Mariano è pianta nota fin dai tempi più antichi quando veniva usata come epatoprotettivo e depurativo. La depurazione è un processo che avviene costantemente nel nostro organismo, tuttavia in particolari situazioni o stagioni può rendersi necessario associare a uno stile di vita sano un’ alimentazione sana ed equilibrata e integrare erbe officinali specifiche in grado di favorire il processo depurativo, quale il Cardo Mariano che reca non solo effetti benefici alla funzionalità epatica ma anche a tutto l’apparato digerente in generale.

Descrizione della pianta

Il Cardo Mariano o Silybum marianum, è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Di questa famiglia fanno parte anche la Bardana, il Topinambur e il Tarassaco. Si presenta con un fusto eretto, alto da 30 a 150 cm, e possiede fiori di colore porpora-violacei. In Italia è diffuso maggiormente nelle regioni centrali, meridionali. Predilige terreni asciutti e soleggiati e spesso cresce spontanea sui bordi delle strade, sui ruderi e nelle siepi. 

Il frutto maturo privo di pappo di Silybum marianum viene da secoli utilizzato come rimedio tradizionale nelle problematiche del fegato e non solo… 

Brevi cenni storici del Cardo Mariano 

Il nome marianum è legato alla leggenda secondo la quale sulle foglie del Cardo sarebbero cadute gocce del latte della Madonna, mentre nascondeva il bambino Gesù, durante la fuga in Egitto.

Già in insediamenti preistorici è stata trovata traccia dell’uso del Cardo, e forse i nostri antichi lo avevano imparato dagli animali. Infatti tutt’oggi talpe, istrici e cinghiali ne mangiano le radici. 

Gli estratti di Cardo Mariano, erano conosciuti e impiegati nella medicina popolare da più di duemila anni, per le proprietà terapeutiche attribuibili alle foglie e alle radici, ma anche particolarmente preziosi i semi. Nell’antica Grecia, venivano mescolati i semi al miele per calmare la tosse. A quei tempi, il cardo mariano era raccomandato per curare il fegato e la rabbia. Il medico greco Dioscoride ne consigliava l’uso per la cura dei morsi di serpente, mentre altri riconoscevano le potenziali virtù epatoprotettive dell’erba. Le radici, le foglie ed i semi si utilizzano come decotto per l’ipotensione.

Solo nel 1400 gli furono riconosciute qualità disintossicanti e proprietà medicinali. Si scoprì che le sostanze estratte dai semi si dimostravano efficaci in molti casi di indigestione, intossicazioni, itterizia e malattie della milza, la scienza moderna ha poi convalidato largamente gli usi medicinali di questa pianta. 

La storia fa conoscere il cardo mariano anche come una delle “erbe di San Giovanni”.

Proprietà terapeutiche del Cardo Mariano 

Il Cardo si rivela un vegetale ricco di proprietà terapeutiche:  composto prevalentemente da acqua (pari al 94 %) e fibre, presenta una buona concentrazione di sali minerali come potassio, ferro, sodio, calcio e fosforo, oltre che di vitamine, B e C.

La Fitoterapia utilizza foglie, radici e semi del cardo, dati i suoi numerosi principi attivi efficaci per l’apparato cardio-vascolare, per la funzione epatica e per problemi digestivi. Gli estratti di Cardo mariano sono tra i composti naturali più conosciuti in termini di efficacia clinica soprattutto per le loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. 

Il complesso del Cardo mariano è un estratto composto da tre flavonolignani:silibina, silidianina e silicristina.
I flavonoidi, sono pigmenti vegetali facilmente reperibili nei fiori, nei frutti e nelle foglie di numerose specie vegetali, compresi legumi e cereali. Sono anche le sostanze responsabili dei colori più vivaci delle piante: dal giallo all’arancione, dal rosso al porpora.

La silimarina e il suo componente principale silibina sono dei potenti antiossidanti che reagiscono con i radicali liberi trasformandoli in composti più stabili, meno reattivi e incapaci di danneggiare i tessuti. L’azione antiossidante della silimarina è strettamente connessa alle sue proprietà epatoprotettive in quanto le reazioni ossidative sono alla base di diverse epatopatie, incluse infiammazione, necrosi epatica, fibrosi, la carcinogenesi e dei meccanismi di epatotossicità di molte sostanze. 

I frutti del Cardo Marino riducono la formazione di radicali liberi, inibendo la formazione dei lipoerossidi. Inoltre, prevengono l’invecchiamento cellulare legato all’uso esagerato di alcool.

La silimarina si è rivelata capace di ridurre la proliferazione di cellule tumorali di varia natura (prostata, reni, ovaio, seno, polmone, pancreas e vescica). 

In uno studio italiano pubblicato sul Journal of Medical Virology, condotto all’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara dal gruppo del prof Jacopo Vecchiet in pazienti con infezione cronica di epatite C, l’associazione di silibina, fosfolipidi e vitamina E, componenti naturali di un integratore adoperato anche nel presente studio ha dimostrato effetti antinfiammatori, antiossidanti ed epatoprotettivi, in grado cioè di ‘depurare’ il fegato e rallentare il danno epatico. Con il risultato di neutralizzare l’eccesso di radicali liberi, elemento scatenante e principale causa dei successivi processi degenerativi e dei danni spesso irreversibili al fegato per cause varie, quali l’abuso di alcol ma anche terapie farmacologiche croniche, virus, agenti tossici ambientali e diete non bilanciate.

In presenza di transaminasi alta, numerosi studi hanno confermato la virtù del Cardo Mariano nel riportare alla normalità i valori di transaminasi.

Tollerabilità: Il Cardo mariano risulta essere una droga caratterizzata da elevata tollerabilità. Anche i dati di sicurezza estrapolati dagli studi clinici evidenziano come i preparati di Cardo mariano siano associati a rari e generalmente lievi effetti avversi, generalmente di tipo gastrointestinale. Alcuni autori raccomandano infine una certa cautela nel paziente iperteso per la presenza di tiramina. Si consiglia sempre di consultare uno specialista al fine di avere le migliori indicazioni e i migliori effetti benefici sul lungo periodo.  

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Articolo scritto da: Anna 

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