Emozioni e oli essenziali: alla scoperta di sé con la Psicoaromaterapia

Seppure le emozioni sono diversi per ognuno, la psico aromaterapia ha il fine di approfondire ed agevolare gli effetti “sottili” degli oli essenziali sulla psiche e sull’organismo. Con l’aiuto delle miscele olfattive attraverso la psico aromaterapia si può compiere un viaggio alla scoperta di sé, che ci permetterà di recuperare le informazioni sulla causa di disagio o sulla sua possibile soluzione. 

Cos’è la Psicoaromaterapia?

La psico aromaterapia è una metodologia che ha antichissime origini, che si avvale dell’utilizzo psichico e creativo degli oli essenziali, con l’intento di contribuire al miglioramento della condizione personale, relazionale ed evolutiva dell’individuo. Il soggetto viene invitato a riscoprire talenti ed abilità da realizzare con gioia e a sperimentare il piacere della condivisione. In psico aromaterapia la scelta, la modalità di proposta degli oli essenziali e degli specifici vettori tiene conto di fattori energetici, relazionali, costituzionali e clinici, con particolare riferimento alla tradizione alchemica ed esoterica della Medicina Tradizionale Mediterranea.

Il concetto di psico aromaterapia fu coniato da Robert Tisserand, aromaterapeuta inglese nato a Londra nel 1948. L’utilizzo degli oli essenziali, come avveniva nell’Antico Egitto e nella Tradizione Alchemica, viene associato allo studio dei miti e degli archetipi, che sono il fondamento della coscienza universale, ma anche delle arti, delle scienze e delle religioni. Viene favorita l’interazioni degli oli essenziali con strumenti e metodologie vibrazionali (colori, forme, numeri, geometrie, musica) in abbinamento a modalità artistiche, ludiche e socializzanti, atte a migliorare la relazione con se stessi e gli altri.

Ogni olio essenziale produce un’attivazione del sistema limbico (emozionale, relazionale, ancestrale) assieme a numerosi altri effetti sul sistema nervoso centrale e quindi sulla coscienza. L’olio essenziale, in misura proporzionale a quanto sia ben accettato, è in grado di migliorare le funzioni del sistema immunitario e di armonizzare quelle del sistema endocrino, che a cascata regoleranno l’intero organismo e l’attività psichica. Lo studio della psico aromaterapia ha il fine di approfondire ed agevolare gli effetti “sottili” degli oli essenziali sulla psiche e sullo stato di benessere generale per migliorare le funzioni cognitivi, relazionali e sociali eventualmente inibite o disturbate. Particolare attenzione viene data allo studio delle attività degli oli essenziali nell’agevolare le capacità creative e relazionali dell’individuo.

I 10 riferimenti metodologici della psicoaromaterapia

Possiamo enunciare i 10 punti di riferimento della psico aromaterapia secondo il metodo ideato da Renato Tittarelli ( Consulente, docente e formatore in Alchimia Vegetale e Spirituale ) vista con un approccio non solo scientifico ma sacro, attingendo sia dalla tradizione alchemica occidentale sia dalla psicologia umanistica e trans personale: Sacralizzare, Unificare, Dare voce, Ritualizzare, Proteggere, Sostenere, Alimentare, Individualizzare, Immaginare, Realizzare. Queste sono le fasi consigliate da percorrere per relazionarsi alla parte sana e saggia dell’individuo nell’uso psichico degli oli essenziali.

1) Sacralizzare

Qualsiasi cosa avvenga di anomalo nella corpo, nella psiche, nelle emozioni e nello spirito va considerato, visto ed affrontato dal punto di vista dell’anima, la quale esige uno spazio onorevole, risveglia la sensibilità sopita ed il senso di responsabilità verso la vita, anche a costo di provocare un disturbo o una malattia.

 2) Unificare

Il disagio, la sofferenza, una esaltazione sintomatica è da considerare come un’espressione di corpo, anima e spirito e perciò come tale va gestita nella sua totalità. Ogni modalità di accompagnamento del disagio dovrebbe tenere conto del concetto di unità della persona, privilegiando l’attuazione di modalità energetiche, vibrazionali ed artistiche, pur favorendo la cooperazione con operatori di altre competenze.

3) Dare voce

La malattia ed il dolore in ogni sua forma è un modo per esprimere un bisogno di aiuto non ascoltato o non riconosciuto e nello stesso tempo un tentativo di trovare una soluzione al disagio che abbiamo creato. Un individuo sano e felice è tale anche grazie ad un processo educativo sociale, famigliare e relazionale. Se vogliamo aiutare l’essere, il sé superiore che è in noi, occorre che gli siano date le opportunità per comunicare ed esprimere adeguatamente la sua missione sia individuale, sia sociale, sia spirituale.

4) Ritualizzare

Qualsiasi manifestazione della parte più sacra e profonda dell’essere umano obbedisce a leggi universali definite ed armoniose, favorite da forme primigenie quali sono i numeri e gli archetipi, portatori di un linguaggio ordinato. Per riportare la parte disarmonica ad uno stato di equilibrio occorre tener conto della progressione del messaggio dell’anima partendo dalla sua fonte, ovvero da dove ha preso origine. Possiamo contattare questo “spazio sacro” mettendo in atto semplici modalità rituali ed armonizzanti sia della persona, sia del suo spazio famigliare e collettivo, attuando così strategie di comportamento virtuoso per noi stessi e per tutta società.

5) Proteggere

Tendere verso uno stato di positività, di gioia, di armonia con noi stessi e di fusione con l’altro, sia esso uomo, animale, pianta o minerale o essere di altra natura è un atto di rinforzo e protezione verso il pianeta. Ciò è di buon auspicio per il ripristino della migliore condizione di salute nostra e degli abitanti del pianeta.

6) Sostenere

Ogni qual volta che riattiviamo un processo di avvicinamento dell’individuo verso la sua fonte d’ispirazione originaria, sosteniamo nel contempo l’incontro dell’anima verso il suo naturale destino, attingendo ad aspetti tradizionali dove il sacro, la connessione con aspetti spirituali è ancora viva ed importante, ad esempio riferendoci ai quattro elementi costituzionali ippocratici, alle sette caratteristiche planetarie dell’astrologia tradizionale o alle potenze dei numeri secondo l’insegnamento di Pitagora.

7) Alimentare

Va alimentato un sano rapporto interiore ed esteriore tra la componente maschile e quella femminile per favorire la nascita dell’uomo nuovo, libero, compassionevole, capace di tendere verso la bellezza, il bello e del buono, rappresentato a livello fisico e microcosmico con il simbolo dell’androgino e a livello universale con lo Splendor Solis -Lo Splendore del Sole-.

8) Individualizzare

Qualsiasi progetto che miri all’evoluzione umana si basa sul processo d’individuazione, ovvero sul cammino personale di allineamento e riunificazione con gli scopi dell’anima individuale nel procedere della vita stessa. Si tratta di un processo di trasformazione psicospirituale. Ciò non è di ostacolo a modalità di azione coordinata e collettiva, bensì ne è il prerequisito fondamentale. In tale percorso dovremo attraversare sfide e momenti di crisi, degli spazi bui e tenebrosi, che Roberto Assagioli, il padre della Psicosintesi definisce “la notte oscura dell’anima” e che C. G. Jung fondatore della psicologia analitica chiama “Ombra”, il lato oscuro e subconscio della personalità, contrapposto all’Io cosciente.

9) Immaginare

Gli alchimisti preservarono l’idea, non evidente nella metafisica occidentale ufficiale, che esiste un’affinità tra il mondo delle forme, degli archetipi di tutte le specie, e quello dell’immaginazione. Esercitare adeguatamente tale capacità innata nell’uomo, da sola o assieme a stati di contemplazione, di meditazione e di preghiera può portare al risveglio spirituale.

10) Realizzare

Nella realizzazione del Sé si evidenziano analogie con il processo d’individuazione: voler diventare un essere singolo significa realizzare la propria nobile missione dell’anima, nello stesso tempo cercando un coordinamento col Tutto. Chi si impegna nel processo di individuazione, deve saper accettare anche le inevitabile resistenze, i meccanismi di difesa, la perdita dell’Io, messe in atto dalle forze dell’Ombra che vogliono impedirlo.

Emozioni e oli essenziali: oli essenziali emozionali doterra

Gli odori stimolano sensazioni positive o negative, evocano ricordi, riportano alla mente scene vissute nel passato e legate proprio a un determinato profumo. Le relazioni fra cervello e naso sono forti e importanti, molto più importanti per noi di quanto spesso immaginiamo. Il nervo olfattivo si dirige direttamente ai centri più alti del cervello. Attraverso il nervo olfattivo le cellule inviano il messaggio elettrochimico al sistema limbico composto da: talamo, che coordina la gestione e trasmissione delle emozioni e delle attività “autonome”, in stretto rapporto con l’epifisi; l’amigdala, che si riferisce all’emotività consapevole ed inconscia come centri del piacere e dell’aggressività; l’ippocampo, sede della memoria a lungo termine e dell’orientamento spaziale; l’ipotalamo, che regola l’umore, il sistema endocrino, la termoregolazione, il sonno, la pressione arteriosa, l’assunzione del cibo; la ghiandola pineale o epifisi, che producendo la melatonina regola alcuni fenomeni vitali vegetativi (frequenza cardiaca, respiratoria, digestione, ritmo circadiano sonno-veglia, attivazione del sistema immunitario).

Gli oli essenziali vanno ascoltati, vanno sperimentati, vanno onorati.

Quando una persona avvicina a sé un olio essenziale incorpora la forza vitale specifica di quell’olio, il suo principio spirituale: l’azione stessa è terapeutica.

Che tu sia agli inizi del tuo percorso o che utilizzi gli oli essenziali ormai da tempo, gli oli essenziali e le miscele del kit doTERRA Family Essentials, ci invitano a iniziare un percorso atto a sviluppare la consapevolezza, attraverso l’osservazione del sé.

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Sarò felice di accompagnarti in questo viaggio interiore alla scoperta di te 💛
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Fonte e Riferimenti:

PSICO AROMATERAPIA via della sacralità di Renato Tittarelli

doTERRA

Aromaterapia sottile. L’uso degli oli essenziali per il riequilibrio dei chakra, la meditazione, i massaggi aurici di Patricia Davis