Erbe spontanee in primavera: come rimedio e cibo
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Erbe spontanee in primavera: come rimedio e cibo

 

Erbe argomento sempre interessante, che siano esse spontanee o coltivate. Ma sulle erbe spontanee l’attenzione da qualche anno è cresciuta e anche noi vogliamo parlarne evidenziandone caratteristiche e proprietà.

Alcune piante spontanee

Per citare alcune erbe spontanee commestibili e utili all’organismo:

  • cicoria selvatica
  • tarassaco
  • ortica

rappresentano alcune di esse molto conosciute e apprezzate anche in piatti della tradizione regionale locale, su tutte viene alla mente l’ortica ottima associata con il riso.

Per tradizione queste erbe si raccolgono e si consumano durante la primavera. 

La tradizione della Raccolta

Nei tempi passati e pare dall’inizio dell’umanità, la raccolta era una prassi consolidata nelle campagne, testimonianza ne sono le ricette locali già precedentemente menzionate come accenno.

Tarassaco, cicoria e ortica sono soltanto alcune delle piante impiegate, buone per il loro gusto a tavola e ottime per l’organismo, specificatamente per il loro effetto depurativo. 

La tradizione popolare ha sempre impiegato le erbe che crescono spontanee nei campi, in primavera come detto, e queste piante, facilmente reperibili, venivano in passato consumate come alimenti, ma anche come rimedi medicamentosi, tema che svilupperemo a seguire. 

Il ruolo chiave di una corretta digestione

Molte erbe spontanee avevano esattamente questo scopo, rappresentavano un valido aiuto per il corretto funzionamento del metabolismo.

In più favorivano il transito intestinale e la funzionalità renale. Apportavano un complessivo benessere all’organismo. 

Una “moda” che ha radici antiche

Molti Parchi Regionali negli ultimi anni hanno promosso una riscoperta delle erbe spontanee, sopratutto in chiave di alimento, ma come detto nei tempi pregressi la conoscenza della natura portava le persone a curarsi attraverso le piante anche in casi di problemi gravi. Solo nel secolo scorso si è iniziato a operare una distinzione tra piante medicinali e le piante a uso alimentare. Ma tale separazione in qualche caso appare leggermente artificiosa alla luce dei risultati delle ricerche più moderne. Alcune piante possono rientrare nella categoria dei farmaci vegetali e degli integratori alimentari e al contempo vengono impiegate in cucina, con preparazioni e concentrazioni differenti.

Tarassaco e Cardo mariano

In una scala a “punti” il primo posto lo conquista il Tarassaco nella depurazione dell’organismo. Questa pianta è diffusissima e cresce spontanea nei campi di tutta Italia, eccellente anche nelle insalate!

Le foglie svolgono un importante impatto depurativo a livello renale, stimolano la diuresi e quindi l’eliminazione delle tossine. Le radici del Tarassaco invece vanno a favorire la funzionalità epatica e aiutano nei casi di inappetenza e di cattiva digestione. 

In conclusione un accenno va fatto però ad un altra pianta spontanea importante, alleata strettissima del fegato. Il cardo mariano, il suo impiego abituale svolge un azione di disintossicazione epatica, in Abruzzo è anche molto apprezzato sulle tavole imbandite.

 

Articolo scritto da: Erika

Photo by Paul M on Unsplash

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