Alimentazione Consapevole

Il cibo come medicina

Il cibo della salute

Uno dei grandi luoghi comuni a proposito delle terapie naturali è che esse non siano scientifiche. La realtà è che, per molte delle più comuni malattie, nella letteratura medica esiste una documentazione scientifica a sostegno della medicina naturale più estesa e più solida di quanto non vi sia per gli altri farmaci o per la chirurgia. 

Michael T. Murray 

 

Considerare il cibo una medicina fa parte della cultura e della pratica millenaria dell’umanità sotto tutte le latitudini. Ci sono ancora popoli, come per esempio quello cinese, che introducono costantemente particolari diete, ‘minestre medicate’, nella terapia delle malattie. Questa tradizione era ben viva anche nel nostro paese fino a qualche decennio fa, poi l’industrializzazione della medicina ha spazzato via, sbeffeggiandola, quella che ha definito la pratica del ‘brodino caldo’. 

Oggi, dagli studi della ricerca scientifica più avanzata, riemerge questa verità elementare: la salute umana è largamente influenzabile dall’alimentazione. Dal lavoro della scienza emerge che il cibo serve non solo per prevenire le malattie ma anche per curarle. 

Le prove scientifiche 

Di fronte a questi discorsi, un medico, normalmente, chiede di conoscere ‘le evidenze scientifiche’ e cioè le prove sul potere curativo degli alimenti. Una prima dimostrazione viene da una indicazione medica ormai largamente applicata nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. A chi è a rischio di infarto (o perché lo ha già subito o in base a una serie di segni e alla storia familiare) viene consigliata una dieta capace di ridurre la quantità di colesterolo e in generale di grassi saturi a favore di un maggior apporto di grassi mono e poli-insaturi (in pratica più pesce e meno carne, olio extravergine di oliva invece del burro, frutta e verdura in quantità, pane e pasta invece che dolci). Questa strategia dietetica tendente al controllo dei livelli dei grassi nel sangue (colesterolo e trigliceridi) e della pressione arteriosa, viene applicata dalla cardiologia già dagli anni Settanta. E con successo, poiché le morti per malattie cardiovascolari, che in quegli anni erano il flagello del mondo occidentale, sono in netta discesa. 

Il ragionamento scientifico che sta alla base di questa indicazione dietetica, come parte integrante della terapia farmacologica, si basa innanzi tutto sul ruolo del colesterolo nella genesi dell’ateriosclerosi e sull’efficacia degli acidi grassi polinsaturi nel mantenere integre le membrane biologiche, che sono delicatissime strutture sede di molecole (enzimi, fattori di crescita, prostaglandine) che attivano e partecipano a numerosissimi processi vitali fondamentali. 

In secondo luogo, si è visto che, anche nell’aterosclerosi e nelle malattie cardiovascolari, svolgono un ruolo fondamentale i cosiddetti ‘radicali liberi’ dell’ossigeno che danneggiano proprio le membrane biologiche e lo stesso patrimonio genetico della cellula. Contro questi micidiali nemici, il nostro organismo possiede potenti sistemi difensivi, tra cui le vitamine E, C, i carotenoidi precursori della vitamina A (beta-carotene in particolare), un antiossidante chiamato ubichinone (o coenzima Q10), alcuni minerali come il selenio. Tutte sostanze che noi possiamo ottenere dal cibo o di cui, come nel caso dell’ubichinone, una corretta alimentazione può favorire la sintesi interna. 

Per sapere qual è il tipo di alimentazione più salutare per noi dobbiamo per prima cosa considerare l’obiettivo con cui è stato progettato il nostro organismo. Il nostro corpo è fatto per mangiare cibo vegetale, cibo animale o tutt’e due? In altre parole: siamo erbivori, carnivori o onnivori? 

Gli scienziati, basandosi su indicazioni di tipo anatomico e storico, pensano che gli esseri umani si siano evoluti come ‘cacciatori-raccoglitori’; sembra cioè che gli esseri umani siano onnivori, in grado di sopravvivere sia di cibo raccolto (piante) sia di cibo cacciato (animali). 

Tuttavia, anche se l’apparato gastrointestinale dell’uomo è in grado di digerire sia cibi animali sia vegetali, alcune strutture fisiologiche indicano che il corpo umano elabora il cibo vegetale molto più agevolmente di quello animale, che per l’uomo è difficile da digerire. In particolare i nostri denti comprendono premolari e molari, perfettamente adatti per spezzettare e macinare il cibo vegetale, e incisivi frontali adatti per mordere frutti e vegetali. Solo i canini sono adatti esclusivamente per mangiare carne. Le nostre mascelle si muovono sia in verticale, per lacerare, sia lateralmente, per masticare, mentre le mascelle dei carnivori si muovono solo in verticale. 

Un’ulteriore prova della preferenza del corpo umano per gli alimenti vegetali è la lunghezza dell’intestino. In genere i carnivori hanno un intestino corto, mentre gli erbivori hanno un intestino lungo come quello degli esseri umani. La lunghezza del nostro intestino depone a favore degli alimenti vegetali. 

La carne che mangiavano i nostri antenati è ben diversa da quella che troviamo oggi al supermercato. Gli animali addomesticati sono sempre stati più grassi dei loro corrispondenti selvatici, ma la voglia di carne tenera ha portato ad allevare bestiame la cui carne contiene il 25-30% (o più) di grasso, mentre gli animali allevati in libertà e la selvaggina hanno una percentuale di grasso inferiore al 4%. 

Anche il grasso è molto diverso. Il bovino domestico è composto soprattutto di grassi saturi, con percentuali di acidi grassi omega-3 praticamente irrilevabili. Invece il grasso degli animali selvatici contiene grassi polinsaturi in misura cinque volte superiore, e ha una quota significativa (circa il 4%) dei benefici acidi grassi omega-3. 

Che cosa significa tutto questo? Fondamentalmente, significa che gli esseri umani, dal punto di vista fisiologico, sono strutturati per una dieta composta soprattutto di alimenti vegetali. Questa affermazione è sostenuta, oltre che dalle osservazioni richiamate, anche dal fatto (ormai estremamente ben documentato) che la dieta non prevalentemente vegetale è un fattore fondamentale dell’alta incidenza di malattie cardiache, cancro, infarto, artrite e molte altre malattie degenerative nella cultura occidentale. 

Oggi la maggior parte delle organizzazioni mediche e salutistiche raccomanda che l’alimentazione umana si concentri soprattutto sugli alimenti di origine vegetale: verdura, frutta, cereali, leguminose, noci, semi ecc. Si pensa che questo tipo di alimentazione offra una protezione significativa nei confronti delle malattie croniche degenerative. 

RIPRODUZIONE VIETATA. QUESTO ARTICOLO HA SOLO FINE ILLUSTRATIVO E NON SOSTITUISCE IL PARERE DEL MEDICO. NON E’ DESTINATO A FORNIRE CONSIGLI MEDICI, DIAGNOSI O TRATTAMENTO. VEDI DISCLAIMER

A cura di: Francesco Bottaccioli

Un estratto da: Il potere curativo dei cibi di Michael T. Murray

 

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