Piante Medicinali

Le piante medicinali che aiutano a depurarci in primavera

Le piante medicinali che aiutano a depurarsi in primavera

La primavera rappresenta il periodo dell’anno utile per la depurazione del nostro organismo. Ricorrere alla naturopatia ci permette di rimetterci in contatto con l’antico ed eterno ritmo della natura, per vivere in armonia e in perfetta salute.

Dopo il freddo e le giornate buie, siamo spinti verso il rinnovamento, verso la luce, verso la primavera. Il concetto di rinnovamento viene assunto anche dalla religione e coincide con la Pasqua, cioè passaggio o cambiamento. Non a caso questa festa importante quanto il Natale viene preceduta da un periodo di preparazione, la Quaresima, durante la quale avviene la purificazione dello spirito con i “fioretti”, piccoli sacrifici come l’astensione dalle carni, dai dolci, o i digiuni. Questi “fioretti” avevano anche uno scopo salutistico ovvero di depurazione del corpo. 

È bene infatti in questo periodo aiutare l’organismo a liberarsi dalle tossine, dai grassi accumulati durante i mesi invernali con le abbondanti libagioni tipiche delle varie tradizioni culinarie locali e che spesso abbondano ed abusano di carni suine, dolci a base di formaggi grassi e menù elaborati. 

Inoltre l’inverno è anche più povero di frutta e verdure fresche rispetto alle altre stagioni (anche se in realtà gli scaffali dei negozi di frutta e verdura sono pieni di varietà provenienti da coltivazioni lontane).
Per migliorare lo stato di salute, per ridurre gli episodi di allergie, per evitare la stanchezza tipica della primavera e per non ritrovarsi con dei chili di troppo è bene sottoporre il nostro organismo ad una bella quarantena di depurazione che riguardi gli organi di eliminazione, in primis il fegato, che secondo la Medicina Cinese rappresenta la primavera, ma anche i reni e il sistema linfatico. 

A tal proposito la natura ci viene in aiuto con le piante. Quelle di maggior utilizzo sono:

Il TARASSACO (Taraxacum Officinalis), detto anche dente di leone o soffione, pianta erbacea dai caratteristici fiori gialli dei nostri campi e prati nota già nell’antichità, di cui si utilizzano le radici e le foglie in primavera e il succo in autunno. Contiene alcaloidi, oli essenziali, inulina, provitamine A, vitamina B, vitamina C. Svolge funzioni depurative, diuretiche e coleretiche (miglior produzione di bile).

Il CARCIOFO (Cynara Scolymus), nato da una mutazione di una varietà di cardo e comparso all’inizio del XV sec. È largamente coltivato come ortaggio. Apprezzato per l’attività nelle affezioni epato-biliari. In medicina si utilizzano le foglie (da non confondere con le brattee commestibili) da cui si estraggono estratti secchi ed estratti fluidi, tinture madri, succhi da pianta fresca e tisane. Oltre come depurativo, coleretico e colagogo (migliora la fluidità e lo scorrimento della bile) viene utilizzato per le sue proprietà amaro toniche e ipoglicemizzanti. È sconsigliato alle donne in allattamento. 

Il CARDO MARIANO (Sylibum Marinum), pianta selvatica dei terreni incolti di area mediterranea, con capolini color porpora protetti da brattee e grandi foglie spinose. Si utilizzano le foglie, le radici e i semi da cui si ottengono estratti secchi  ed estratti fluidi, tinture madri, succhi e tisane. In medicina vengono utilizzati i semi contenenti un’alta percentuale di silimarina nota per le proprietà epatoprotettive.

La BARDANA (Arctium Lappa) pianta biennale presente un po’ ovunque di cui si ricordano i grandi capolini uncinati che, soprattutto secchi, rimangono impigliati nei tessuti. Si utilizzano le foglie che in antichità venivano schiacciate e applicate sulla pelle con attività battericida su ferite, pustole, punture d’insetti e acne. Dai semi e dalle radici si ottengono estratti secchi, fluidi, tinture madri, succhi e tisane. Con attività depurative, ipoglicemizzanti e coleretiche/diuretiche. 

È bene fare attenzione all’utilizzo di piante che per reazioni crociate con gli allergeni potrebbero peggiorare la sintomatologia allergica. Ad esempio chi è allergico alle composite, artemisia e ambrosia, deve evitare l’assunzione di: tarassaco, cicoria, camomilla, prezzemolo, sedano e carote. Chi è allergico alle urticacee (parietaria officinalis e judaica) deve fare attenzione a: ortica, basilico e ciliegio. Occorre perciò la massima cautela nell’utilizzo di formule complesse affidandosi al consiglio di persone qualificate. 

Minor rischio di effetti collaterali si verificherà utilizzando un drenaggio con farmaci omeopatici (es. Nux Vomica o Lycopodium), sali tissutali (es. Natrum Sulfuricum D6), terapie omotossicologiche (es. Nux Vomica Homaccord e Galium) e pratiche fisiche come il linfodrenaggio.

Questi interventi dovranno essere associati a una maggiore attenzione alimentare come vuole la tradizione che sia nel periodo di quaresima. 

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