Piante Medicinali

Le piante medicinali per il benessere dell’apparato respiratorio

Le piante medicinali per il benessere dell'apparato respiratorio

In natura sono presenti delle piante medicinali che agiscono positivamente nel trattamento dell’apparato respiratorio, riducendo il rischio di patologie. Alleviare i disturbi attraverso la fitoterapia è possibile con l’aiuto delle terapie naturali per il sistema respiratorio. 

Se è vero che viene definito farmaco un composto chimico in grado di prevenire e di curare le malattie, è ipotizzabile che sia statisticamente più probabile trovare nelle piante costituenti chimici che posseggano queste proprietà. In effetti, le piante si sono rivelate le uniche risorse medicamentose che l’uomo abbia potuto utilizzare praticamente per quasi tutto il percorso della sua storia. 

Solamente a partire dal XIX secolo, l’introduzione di principi attivi vegetali isolati allo stato puro, la loro riproduzione mediante la sintesi chimica e, soprattutto, l’impiego della modulazione chimica ai fini del miglioramento delle caratteristiche farmacologiche, farmacocinetiche o tossicologiche delle strutture molecolari di partenza hanno consentito la realizzazione di farmaci molto potenti in sostituzione delle primitive medicine vegetali. A tutt’oggi, circa il 40% dei farmaci monomolecolari moderni deriva direttamente o indirettamente ancora dalle piante.

L’impiego primitivo delle piante per gli scopi medicinali avveniva sulla base di esperienze empiriche maturate utilizzando direttamente la pianta stessa, fresca o essiccata (droga), oppure sottoposta a procedimenti di estrazione molto semplici, probabilmente di origine domestica, quali gli infusi e i decotti con acqua o i macerati con alcol o liquidi alcolici (tinture). 

L’impiego medicinale delle piante ha conosciuto un rapido declino da quando nei paesi sviluppati hanno cominciato ad essere disponibili potenti farmaci sintetici, ma nei paesi del terzo mondo l’etnomedicina basata sulle piante rimane popolare ancora ai nostri giorni (per esempio, la medicina ayurvedica in India, la medicina Kampo in Giappone e la medicina tradizionale cinese), mentre in altri paesi (per esempio, Germania, Francia), la fitoterapia ha continuato a coesistere con la moderna terapia farmacologica. 

Le piante medicinali impiegate nel trattamento dell’apparato respiratorio

L’applicazione della fitoterapia nei disturbi del sistema respiratorio vede come protagoniste: 

L’Echinacea, Echinacea angustifolia, appartiene alla famiglia delle Asteraceae. La droga utilizzata è data dalla radice e dalle parti aeree. I suoi costituenti sono derivati caffeici quali echinacoside, olio essenziale contenente terpeni, echinaceina, glicoproteine, flavonoidi. L’echinacea presenza un’azione antivirale e immunostimolante, antibatterica, decongestionante, antinfiammatoria, cicatrizzante. Utile nel raffreddore, nell’influenza, nella bronchite. Può essere utilizzata come preventivo, ma anche al bisogno, associata con altre piante più specifiche, ad esempio la Propoli nel mal di gola oppure con piante balsamiche (Eucalipto, Pino, Timo) quando sono interessate le cavità nasali, o le prime vie aeree. 

L’Eucalipto, Eucalytus globulus, è una pianta della famiglia delle Myrtaceae. L’essenza di eucalipto si ottiene per istigazione dalle foglie secche o fresche, di odore gradevole, dal sapore fresco, aromatico e pungente. Qualunque sia la via di somministrazione, dopo l’assorbimento, l’olio essenziale viene eliminato per via polmonare, dove esercita un’azione antisettica, balsamica ed espettorante. Utilizzato nelle malattie da raffreddamento, nelle tracheobronchiti e nella Broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Il Pino silvestre, Pinus Sylvestris, è un albero appartenente alla famiglia delle Pinaceae. La droga è costituita dalle gemme, resina, foglie aghiformi e corteccia. Le gemme contengono glucidi (pinitolo), resina, coniferoside e un principio amaro (pinipicrina), dalla funzione balsamica; vengono adoperate nelle affezioni delle vie respiratorie. Il pino è utilizzato in diverse patologie, quali asma, tosse, raffreddore, laringite e catarro. I suffumigi esplicano un’azione balsamica, fluidificante, sedativa della tosse e antinfiammatoria. Per uso esterno viene somministrato in pomate antinfiammatorie e decontratturanti.

Il Timo, Thymus vulgaris, appartiene alla famiglia delle Lamiaceae. I peli ghiandolari posti sulle foglie contengono l’essenza, il cui principale componente è il timolo, oltre a carcacrolo, cilene, linalolo, tannini. L’estratto di timo viene utilizzato in preparati espettoranti. Le tisane vengono utilizzate per trattare tosse, bronchiti, raffreddore, mal di gola. 

Il Mirto, Myrtus communis, attinente alla stessa famiglia dell’eucalipto, Myrtaceae. La droga è contenuta nelle foglie e nei frutti. Le foglie, sotto forma di infuso, hanno proprietà antisettica disinfettante, antinfiammatoria, antiemorroidaria ed astringente per la presenza elevata di tannini, inoltre presentano un’azione balsamica che le rende utili nelle bronchiti. 

Un ruolo importante nelle malattie delle prime vie aeree è svolto dalla Propoli che è una preziosissima resina aromatica, arricchita con enzimi salivari delle api, cera, olio essenziale, polline, grassi e sterili, polisaccaridi, alcoli, aldeidi aromatiche. La proponi ha un’intensa attività terapeutica ovvero batteriostatica, antimicotica, antivirale, cicatrizzante, balsamica, spasmolitica, diuretica, immunostimolante e antinfiammatoria. Si utilizza l’estratto idroalcolico, l’estratto secco, l’estratto glicolico, creme, unguenti, spray, colluttori e lozioni. 

 

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Bibliografia: 

Goodman & Gilman. Le basi farmacologiche della terapia.Hardman JG, Limbird LE (Ed). Bologna: Zanichelli; 1992.

Farmaci vegetali. Manuale ragionato di fitoterapia. Paolo Campagna.

Manuale di botanica farmaceutica. Elena Maugini, Maleci Bini e Marta Mariotti Lippi.

Conoscere le piante medicinali. Andrea Lugli. Aboca.

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