Meditazione: cos’è e come praticarla
Benessere psicofisico

Meditazione: cos’è e come praticarla

La meditazione e’ la base indispensabile per ogni cammino di conoscenza per la vita stessa. Ogni fede, ogni filosofia ne parla da sempre. Ne esistono innumerevoli forme. Molti la praticano. Molti ne sono intimoriti. Molti sono gia’ dei meditatori formidabili.

Secondo il Rigveda, antichi testi sacri, meditare significa sospendere le attività mentali fuorvianti per ritrovare l’uomo reale. Ciò elimina lo sforzo di apparire ciò che non si è e ci riunisce con la nostra divinità interiore.

Cos’è la Meditazione

Fine della Meditazione è l’unione dell’individuo con la fonte della vita, con la Mente Universale, con il Creatore, comunque lo vogliate chiamare.

Qui è importante considerare subito una distinzione che è veramente fondamentale, cioè la motivazione, lo scopo della Meditazione stessa. Da questa infatti dipendono i risultati che otterremo. La molla che ci spinge può essere di due tipi: cercare il controllo della nostra mente, lo sviluppo suo e dei suoi poteri, oppure cercare il giusto uso della mente per fini spirituali.

Gli esercizi possono essere gli stessi, ma la motivazione farà la differenza per i risultati che otterrete. La differenza nei risultati dipende dalla motivazione, da quale molla ci spinge, perché i miglioramenti ottenuti dalla nostra conoscenza e dal nostro potere sono forze neutrali che diventano positive o negative secondo l’uso che ne facciamo.

Secondo concetti antichi, espressi dal Dott. Baker, medico ed esoterista inglese, le finalità della Meditazione si possono riassumere in tre punti:

Allineamento tra corpo fisico, eterico, astrale, mentale.

Entrare in contatto con il Sé Superiore.

Esprimere nel vissuto quotidiano le ispirazioni del mondo spirituale.

E qui vorrei sottolineare l’importanza anche dell’allineamento di cuore e mente. E’ infatti evidente che, per un sano equilibrio, la mente non deve correre avanti a un cuore in attesa, né trascinarsi dietro al cuore con nostalgia.

(…)

La Meditazione esiste nel passato di tutti i popoli e rappresenta i diversi tentativi fatti dall’uomo per ritrovare la propria origine trascendente. La radice della Meditazione è la stessa nelle diverse tradizioni, nonostante le differenze apparenti, ed è facile trovare tecniche analoghe in tutto il mondo…

Meditazione secondo i Veda e le Upanisad

Una teoria fa risalire l’origine della Meditazione a circa 5.000 anni fa, ai Veda, antichi testi sapienziali indiani espressi in forma di miti e simboli, ed è una pratica fondamentale per mettersi in rapporto con la divinità.

Le tecniche meditative si possono raggruppare in tre categorie:

– Meditazione mantrica, basata su ripetizioni di parole, frasi, canti, preghiere, invocazioni, lodi.

– Meditazione visiva, basata sulla visualizzazioni di divinità o dei loro simboli.

– Meditazione che fonde cuore e mente, basata su un concetto in grado di assorbire interamente l’attenzione del meditante. Da questa fusione dipende la veggenza più profonda.

La mente, impegnata in attività conoscitive devianti, travisa le cose e si perde in miriadi di parole e di concetti, invece di raggiungere l’essenza delle cose. Da qui nascono le contrapposizioni e la continua fuga da noi stessi in uno sforzo di mistificazione che porta alla perdita della nostra identità, al senso di vuoto, ad angosce e paure. La via d’uscita da questa situazione di sofferenza è la meditazione, che sospende le attività mentali falsificanti e ci porta a ritrovare noi stessi e il divino dentro di noi, l’energia da cui nascono i nostri poteri. Per reintegrarci con questa energia dobbiamo meditare sul suo splendore, integrarlo in noi, nei nostri pensieri, così da trasformarlo in illuminata visione della realtà.

A cura di: Marco Stefanelli

Fonte: www.marcostefanelli.com

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