Semi di lino: benefici e come consumarli
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Semi di lino: benefici e come consumarli

 

Ogni volta che i semi di lino diventano un alimento regolare tra il popolo, la salute migliora.

Mahatma Gandhi

I benefici dei semi di lino erano già noti ad Ippocrate, una delle figure più rivelativa della medicina antica. Preziosi per la salute dell’organismo, oggi scopriremo nel dettaglio come è meglio consumarli e perché fanno molto bene.

Il lino viene coltivato da almeno cinquemila anni e, seppur i suoi semi abbiano subito nei secoli cambiamenti dovuti alla costituzione di nuove varietà, hanno mantenuto invariate le loro proprietà nutrizionali e salutari.

Per l’uso alimentare vengono selezionati semi uniformi nel colore e nella forma, che possono essere consumati interi, fioccati, pestati o spremuti per ricavarne l’olio.

Descrizione della pianta 

I semi di lino derivano dalla pianta del Lino, Linum usitatissimum, famiglia delle Linaceae. E’ una pianta erbacea annuale che cresce e si coltiva in regioni a clima temperato e fiorisce nel periodo compreso tra Aprile e Settembre. I frutti contengono piccoli semi di colore brunastro, forma ovale, con le estremità aguzze, lisci al tatto e lucidi. 

Il lino è originario, probabilmente, della zona compresa tra il Golfo Persico, il Mar Caspio e il Mar Nero; e sembrerebbe che sia stato portato in Europa settentrionale dai Finni e dagli Indo-europei nel resto dell’ Europa. 

Origini

La sua coltura risale ad almeno cinquemila anni fa,  sia dai popoli mesopotamici in Etiopia che agli Egizi.

Si sono trovate testimonianze della coltura di questa pianta che possono essere datate addirittura intorno al 30.000 a.C.

Il lino era già noto ad Ippocrate per le virtù curative dei suoi semi nel trattare la tosse e i disturbi intestinali. Inoltre, alcuni studiosi sostengono che Carlo Magno, per garantire a tutti di beneficiare delle proprietà di questi semi, approvò delle leggi che ne favorivano il consumo.

Benefici e come consumarli 

I semi di lino sono ricchi di mucillagini, lipidi, proteine di alto valore biologico e sono un’importante fonte di grassi, soprattutto insaturi. 

Oltre a ciò presentano un alto contenuto di sali minerali e vitamine B1, B2, E, F; e risultano particolarmente preziosi nell’alimentazione occidentale per l’elevatissimo contenuto di omega 3: 

  • Gli omega 3 sono importanti per il trattamento delle infiammazioni, per la produzione di ormoni e per l’attività del sistema nervoso centrale. 
  • Le mucillagini vanno a regolarizzare le funzioni intestinali, liberando l’organismo dalle scorie e contrastando disturbi come stipsi e colon irritabile. 
  • Attivano i processi di disintossicazione favorendo la depurazione generale dell’organismo
  • Normalizzano il battito cardiaco migliorando la frequenza e riducendo al minimo il rischio di malattie cardiovascolari. 
  • Favoriscono l’innalzamento del colesterolo buono HDL e  l’abbassamento di quello cattivo LDL
  • Mantengono alte le difese immunitarie. 
  • Alcuni studi sui fitoestrogeni hanno rilevato che questi composti, occupando i siti bersaglio degli ormoni responsabili del cancro alla mammella e alla prostata, riducono il rischio di contrarre tali malattie
  • Studi recenti ritengono che la donna che assume semi di lino durante la gravidanza favorisca la crescita della corteccia cerebrale del bambino in età fetale. 

Come si usano: I semi di lino possono essere utilizzati interi, macinati o fioccati. Negli ultimi due casi è più facile l’assorbimento dei loro nutrienti, Omega 3 e Lignani in particolare.  

Posso essere aggiunti alle zuppe, minestre, insalate, yogurt, muesli, estratti, pane e biscotti fatti in casa. 

Si consiglia di limitare il consumo di semi di lino crudi a 3-4 cucchiai al giorno.

L’olio di semi di lino va obbligatoriamente consumato crudo, si può usare per condire pasta, riso, insalate, zuppe, minestroni oppure semplicemente cosparso su una fetta di pane. 

Si può assumere anche al naturale con un cucchiaio prima dei pasti oppure al mattino a digiuno accompagnato da un abbondante bicchiere di acqua. 

E’ importante non usarlo mai per le fritture o per qualsiasi altro tipo di cottura perché gli acidi grassi contenuti si alterano facilmente se sottoposti a temperature elevate.

Si consiglia sempre di consultare uno specialista al fine di avere le migliori indicazioni e i migliori effetti benefici sul lungo periodo.

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Articolo scritto da: Anna

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